Luce

La scorsa settimana la mia piccola ha fatto la recita all’asilo …come ogni anno a Natale (almeno così pensavo)…
Io ero l’addetta al video (avevo promesso alla maestra che se non facevano come l’anno predente -che non ho visto nulla a causa del luogo troppo piccolo e dei mille parenti cad.bambino- l’avrei girato) … Claudio l’addetto alle fotografie …tutto perfettamente organizzato…
Non sapevo nulla di questa recita: Sofia non ha detto una parola (stranissimo per una bimba che non riesce a mantenere un segreto nemmeno sotto tortura).
Alle 16.30 tutti i parenti erano seduti e rumorosamente in attesa; io e Claudio con gli attrezzi in mano … la maestra che introduce lo spettacolo ci chiede la cortesia di guardare in silenzio, senza salutare il proprio pargolo durante l’esibizione per evitare ulteriore emozione; ci consegna il libretto dello spettacolo che, naturalmente viene ignorato per paura di perdere il primo istante dell’ingresso dell’attore (fa nulla che, magari, non si capirà il senso della storia…) …io sento la responsabilità di questa cosa, visto che una maestra, poco prima, mi presenta come “professionista” (arghhhh macché, io faccio filmini da Parkinson e solo per una visione personale … rischio qualche denuncia dal genitore che non ha visto almeno due primi piani del figlioletto …avviserò il mio avvocato).
Shhhh inizia: danza frenetica, danza addobbo albero, danza regali e slitte (non vedo ancora Sofia), danza del vento e della neve, danza profumo del bosco e… la stanza si oscura ed iniziano ad uscire, uno dopo l’altro, alcuni bambini con una candelina in mano …continuo a non vedere la mia piccola, ma rimango concentrata! I bimbi si dispongono a semicerchio intorno all’albero e da dietro una luce illumina delle manine che, prima, muovono armonicamente dei teli bianchi e poi, continuano a ballare a ritmo di musica …eccola, esce da dietro l’albero e, leggera come una farfalla, porge la mano ad ogni bimbo per farlo alzare e per danzare insieme… le lacrime hanno iniziato a bagnarmi il viso… la mia piccola, aveva tenuto un segreto per fare una sorpresa a mamma e papa’ … poi: “mamma ti e’ piaciuta la sorpresa?” …l’ho abbracciata… “amore e’ stata la sorpresa più bella del mondo”! Buon Natale

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Il cicaleccio

Ore 8.50 siamo arrivate all’asilo, come tutti i giorni dal lunedì al venerdì. Il solito rituale: giacca e scarpe nell’armadietto, ma stamattina il tutto e’ accompagnato da un fastidiosissimo rumore in sottofondo… un brusio che, man mano ci avviciniamo alla classe, diventa sempre più forte. Sinceramente pensavo fossero i piccoli, impegnati nelle attività mattutine e invece? Un capannello di mamme, intente ad organizzare il buffet per la festa di natale, stavano disquisendo sul quantitativo della merce da acquistare, mentre i propri bambini, ancora sotto la responsabilità delle genitrici, si azzuffavano bellamente … il mio mal di testa (che non mi abbandonava dalla sera precedente) ha continuato ad aumentare esponenzialmente al rumore provocato dalle allegre comari!
Finalmente entriamo in classe e, sperando di lasciarmi alle spalle quel frastuono, saluto la bambina, esco e… la scena e’ rimasta invariata!! Niente da fare, tutto e’ come prima, anzi peggio: i bimbi che si azzuffavano, ora si stanno scorticando! Noto lo sguardo di biasimo di una maestra e, incredula ma sorridente, mi allontano finalmente da quel cicaleccio!


I befanini

A grande richiesta (in realtà non troppo grande, ma quel tanto che basta per farlo) vi scrivo la mia ricetta, o meglio, la ricetta della mamma dei befanini. Gli ingredienti che andrò ad indicare sono per un numero sufficiente di biscotti da farvi ingrassare un paio di chili … ecco svanita la magia natalizia!

Allora:

– 300 gr. di farina 00 autolievitante (io uso quella dell’esselunga “farina con lievito per crostate” …ma si può dire esselunga, oppure mi chiudono il blog perchè faccio pubblicità occulta? Nemmeno troppo occulta in realtà… mha!)

– 125 gr. di burro freddo di frigo (se lo tenete sul balcone stanotte è uguale, visto che sono andata a fumarmi l’ultima sigaretta della giornata e ho rischiato l’assideramento)

– 1 uovo intero (senza guscio, mi raccomando, altrimenti i biscotti diventerebbero troppo croccanti)

– la scorza grattugiata di 1 limone e di 1 arancio (prima lavate gli agrumi perchè i fertilizzanti chimici fanno venire i capelli verdi … credo di averlo letto da qualche parte, ma se usate quelli biologici allora è tutto un altro discorso: potreste grattugiare un verme e venire denunciati dall’enpa)

– 1/2 bustina di vanillina

– 100 gr. di zucchero (io lo frullo con il robot ad immersione tipo Minipim….. ok adesso non esageriamo con la pubblicità, tanto avete capito, no?)

– 1 pizzico di sale (o sale q.b. – quanto mi piace il q.b.: come si fa a sapere il “quanto basta” preciso se non mi date il suo peso? Bho…)

– zuccherini colorati …e questa volta beccatevi il q.b., io non li ho mai pesati 🙂

Procedimento: impastare tutti gli ingredienti insieme (tranne gli zuccherini naturalmente) molto velocemente in modo da non far sciogliere il burro (credo sia per questo ma non ci giurerei, comunque così è, punto!). Formare una palla uniforme, avvolgerla nella pellicola e farla riposare in frigorigero un’ora circa (faccio proprio schifo come ricettara …cioè colei che scrive le ricette). Passata l’ora (nel frattempo potete dedicarvi alla pedicure, a stirare – anche no – a leggere un libro, insomma a fare quello che vi pare) stendete la pasta con il mattarello fino a raggiungere lo spessore di un centimetro abbondante (ah, vi avevo scritto di togliere la pellicola? No, porca miseria… ecco toglietela, altrimenti stendere la pasta diventerebbe difficilissimo …in realtà per me lo è anche senza). Ed ora è il momento di sbizzarrirvi con gli stampini!!! Naturalmente gli scarti di pasta vengono ri-lavorati  velocemente e riutilizzati (così imparate anche l’arte del riciclo). A quest punto (Vissani mi fa un baffo!) adagiateli delicatamente sulla teglia del forno ricoperta dalla carta oleata (ho scritto “oleata” per evitare la ripetizione: teglia del forno-carta forno …insomma…), spennellateli con un po’ d’acqua e cospargeteli di zuccherini. Metteteli a cuocere in forno (e quattro!!) a 200° per 15 minuti circa (il tempo è indicativo, non devono diventare scuri).

Ecco, è tutto. Se ignorate (consiglio) l’80% delle stronzate che ho scritto sono semplicissimi frollini, ma , se fatti con amore, diventano una gioia per il palato!

(n.d.r.) cara mamma, te lo saresti mai immaginato? Siamo su internet, ancora insieme…


Faccialibro

Ho cercato la definizione di social network (rete sociale): un insieme di individui che sono collegati tra loro da un qualche tipo di relazione. Perfetto, non fa una piega. E così, circa due anni fa, mi sono iscritta ad uno dei più conosciuti. Ho cercato una foto rappresentativa (facendo la cantante ho una serie infinita di foto che mi ritraggono sul palco con un microfono davanti alla bocca … di grande effetto per chi non è del settore), ho inserito i miei dati personali (quelli veri naturalmente), una frase descrittiva intelligente (per essere presa sul serio) ed eccomi pronta ad affrontare questa nuova avventura!

Prima cosa: cercare tutti gli amici di oggi (facile perchè son persone che frequenti, delle quali ricordi nome e cognome … quasi sempre).

Seconda cosa: cercare tutti gli amici di ieri, il compagno di classe di cui, magari, ricordi esattamente la maglietta che indossava alla gita del quinto, ma … come si chiamava???

Terza cosa: accettare l’amicizia di tutti, anche di quelli che ti contattano scrivendoti ‘ciao, ti ricordi di me?‘ … così da non sembrare rincoglionita!

Quarta cosa: caricare tutte le foto di una vita, suddivise in categorie (tipo: famiglia, amici, nomi, cose, città, animali etc. etc.).

Ok, tutto fatto!

E ora? Ah si, voglio proprio fare quel test che mi ha consigliato Anna, quello famoso che mi dirà, finalmente, che tipo di dentifricio sarò nella prossima vita (è indispensabile saperlo, per un degno equilibrio mentale).

E poi … wow sono stata invitata da Luigi ad una festa anni ’70 (se lo ignoro se ne accorgerà? Devo cercare una pagina che mi spiega queste cose…).

Vi sembrerà sarcasmo, ma io adoro davvero questo social network. Avvio la chat e trovo Francesca: “ciao amica 🙂 come stai?” mi dice. “bene, come 5 minuti fa, quando ci siamo sentite al telefono” …ma non glielo dico, perchè il ‘come stai‘ scritto in chat ha un valore diverso, è un mettersi in gioco, perchè l’altro può salvare la conversazione, capite?

Leggo cosa scrivono in bacheca e, qui, il commento è quasi un obbligo sociale, soprattutto nei confronti di Vanessa che si è svegliata questa mattina con un brufolo sul naso (lo scrive proprio lei, piccina) …come non consolare un’amica orrendamente deturpata da un virus letale, soprattutto se lo comunica a tutta la rete mondiale? Un obbligo sociale, appunto,

E poi, intanto che leggo, scrivo e chatto, imparo anche un mestiere: il contadino!

Vi rendete conto della bellezza di tutto questo? E’ il mondo nel mondo, dove i valori fondamentali della nostra esistenza sono al primo posto, dove il bene di un amico viene prima di tutto (…approposito, come si chiamava la mia amica deturpata? Ah si, Vanessa, la povera Vanessa).

…noi esseri umani siamo fatti così, io per prima ed è questo il bello del nostro mondo (chissà quando dichiareranno vivibile Marte, devo informarmi … son sicura che, se cerco attentamente, sul mio social network trovo una pagina che me lo dice).

Ora scusatemi ma è tardi, entro dieci minuti devo raccogliere carote, cipolle e meloni, altrimenti appassiscono. Click!


Relax

Tre giorni fa ho aperto il mio blog … erano mesi che non lo facevo e con sorpresa ho constatato che potevo pubblicarlo qui. Il primo approccio a questa nuova pagina è stato sfiancante (come ogni mio ‘primo approccio’ da quando son nata). Allora: devo modificare la grafica … anzi no, devo prima cambiare il titolo … anzi vediamo i menù … no no è importante capire se sono già on line … bastaaaaaaaaaa!

Devo rilassarmi; mi allontano dalla scrivania per fumarmi una sigaretta, ma so già che sarà un errore. Sul balcone col silenzio della notte i pensieri girano più veloci e lo scenario si ripresenta: ma quel colore sarà adatto? E il carattere? Tutto inutile: ho sprecato una delle mie cinque sigarette giornaliere per non risolvere il problema … devo rilassarmi!

Vado in bagno! Sulla mensola vicino al wc c’è il mio fidato Nintendo … quello si che mi rilassa (a volte anche troppo direi). Mi siedo senza nemmeno alzare la tavoletta (non sono venuta qui per soddisfare un bisogno fisiologico), lo accendo e cerco il gioco più impegnativo: “ok – penso – giocherò per un po’ così svuoto la testa dalle mille cose che mi son venute in mente e poi ritorno al blog“. Noooo anche lui mi tradisce, perchè i colori del giochino scelto potrebbero andar bene, perchè il pulsante graficamente forse funzionerebbe, perchè …… perchè tutto questo non ha senso, soprattutto alle due del mattino (brutta cretina che non sono altro!).

Torno davanti al pc, salvo alla rinfusa questo e quello, noncurante dell’aspetto e di tutte le altre vaccate che mi son girate per la testa da più di un’ora (è tardi!!). Arrivo a questa pagina e mi fermo: ADD NEW POST …e adesso che faccio? Finalmente scrivo!


Profumo di Natale

E’ domenica pomeriggio, la solita noiosa domenica! Tutta la casa è in silenzio perchè è l’ora del pisolino ed io non so che fare. Mi “spalmo” sul divano in cerca di un programma televisivo intelligente (praticamente impossibile) e dopo un po’ di zapping mi arrendo all’ovvio. Spengo e decido di dare un senso a questa giornata: biscotti! Apro la dispensa e agguanto tutto ciò che mi serve: farina, zucchero, vaniglia e … guarda guarda cosa c’è: gli zuccherini colorati! Di colpo affiorano mille ricordi, quelli legati all’infanzia, quando per l’Epifania mia madre faceva questi fantastici biscotti di varie forme e che guarniva con le deliziose decorazioni arcobaleno. “Ma dove sono gli stampini?”. Ho impiegato un’ora per trovarli perchè erano nascosti dietro ad una pila di pentole e pentolini; ho aperto il sacchetto che li conteneva e mi è salito un nodo in gola: un po’ di lei era ancora qui con me; un foglio stropicciato portava la sua calligrafia: la famosa ricetta dei <befanini>!

Poi si è svegliata la piccola: “mamma che profumo, cos’è?”

E’ il profumo del Natale!


Sala d’attesa

Questa mattina, purtroppo, sono arrivata in anticipo! Mi siedo senza dare troppo nell’occhio, senza far rumore e senza guardare in faccia nessuno … “Ok” penso “ce l’ho fatta”, ma appena alzo la testa per controllare il numerino, ecco che incrocio il suo sguardo, lo sguardo del “malato per eccellenza”, quello che “come me non l’ha mai avuta nessuno”.

Buongiorno signora” mi dice sorridendo con quello sguardo complice di chi vuole confidarti un segreto; “buongiorno” rispondo per non risultare ineducata… ma ignoro che quell’atto di buona educazione si trasformerà ben presto in una punizione divina!!! Inizia un racconto pieno zeppo di particolari della sua vita, dei suoi hobbies, ma soprattutto… dei suoi MALANNI!!!!!!!! E un attimo dopo siamo all’apoteosi: è talmente inverosimile il racconto delle sue malattie, che il suo sguardo, dapprima convinto e contrito al tempo stesso, pian piano si stava perdendo… Lo vedo, non sa più cosa inventarsi, arranca, si arrampica sulle parole sempre più difficili, termini medici che nemmeno i dottori conoscono; gesticola, si alza e simula una calcolosi periatonica (forse mi ha detto proprio così, forse, ma non ci giurerei)… sento le palpebre pesanti e la testa che inizia a ciondolare, mi fischiano le orecchie e un dolore fortissimo al braccio. Penso: “sono salva, non devo più ascoltarlo, mi sta venendo l’infarto”!!!

Ma no, era solo un calo di pressione. Riapro gli occhi e lui è lì, deluso, schifato per avergli rubato la scena… In effetti non è giusto: il “signor malato per eccellenza” ha sognato un male qualsiasi da tutta la vita ed io, che proprio non lo volevo… Non è giusto: mi alzo da terra, un po’ dolorante e, cercando di evitare il suo sguardo, mi risiedo in attesa del biiiiiiiip che annuncia il mio numero 76.