La bacheca

Inizio a non poterne più di quello che “pensa” la gente.
Sono le tre del pomeriggio, in casa dormono e tutto appare, e dico appare, in ordine; mi piazzo sul divano, sdraiata a pancia in su, con il tablet appoggiato sulle tette (finalmente ho scoperto a cosa servono così grandi…danno la giusta inclinazione allo schermo…nuovo slogan: diamo una tetta alla tecnologia)
…avvio facebook e mentre lo faccio penso che invece potrei leggere l’ultimo libro acquistato…anche no, troppo impegnativo!
Do una scorsa alle notifiche e poi mi sposto sulla bacheca. Ma io dico: è la mia bacheca o il bollettino di guerra? Se volevo l’aggiornamento di quello che accade nel mondo secondo per secondo, invece di aprire facebook mi guardavo skynews24! Ma qui funziona così: se pubblichi almeno cinquanta notizie sconvolgenti (principalmente sulla politica italiana) nel giro di cinque minuti, vinci un premio! Si, si, ne ho sentito parlare …o almeno lo spero, altrimenti mi riesce difficile capire il perché di tanta solerzia.
Forse lo so, invece. Per apparire socialmente impegnati nella lotta contro i soprusi all’umanità! Ma non siamo noi questa umanità? …che ci si accapiglia virtualmente per un’ideologia (politica o sociale), che si litiga per un tag su una foto dove compaio con un brufolo, che si piange per la morte di uno sconosciuto che era un mio caro amico virtuale mentre il vicino di casa schiatta per un infarto e solo dopo tre giorni ce ne accorgiamo perché …..non era iscritto a facebook (ma allora se l’è cercata!). È proprio vero: il non doverci mettere la faccia (quella vera intendo, in carne ed ossa, non la foto patinata e ritoccata di me vent’anni prima) ti apre un mondo parallelo fatto di buonismo e comunicati sensazionalistici che aiutano il proprio ego ad elevarsi ad uno stadio superiore!
Wow che “frasona”: dovrei scriverla sulla mia bacheca, avrei grosse probabilità di vincere quel premio!
Vado subito….


Una formula chimica

Oggi è una di quelle giornate! Si, quelle in cui si tirano le somme ed il risultato, miracolosamente, è esatto! Ma guarda che caso: mi sono svegliata con un sorriso smagliante (non succedeva dal 1984) e piena di energia e tutto è andato come doveva!
Che sia una formula chimica? Sorriso+energia=giornata ok
…dovrò parlarne con qualcuno, potrebbe essere la scoperta del secolo (o forse l’ha già scoperta qualcun altro e io non ne ero al corrente … bah!)
In ogni caso, la sveglia è suonata solo due volte (invece delle solite sei), Sofia non era pensierosa, i vestiti erano già in bagno sullo sgabello, le calze senza nemmeno un piccolo forellino (e questo mi ha evitato la stizza provocata dalla creatura che rimbrotta “mamma ma perché non me le butti via se sono rotte”) …uscite di casa alle 8 e quindi in anticipo!!! Si, è vero che nel tragitto ci siamo ascoltate quindici volte “in fondo al mar” perché “la devo imparare a memoria per la recita”, ma non ho avuto nemmeno l’istinto di far volare dal finestrino il cd!
È la formula, sicuramente!
Quindi, cari miei, vi consiglio di applicarla spesso. Come? Il sorriso è quel movimento muscolare che porta gli angoli della bocca verso gli occhi (non è difficile, provateci) e l’energia….. quella dovete trovarla in qualche modo; per me, oggi, è stato sufficiente aprire gli occhi e vedere la mia famiglia felice!


2012: anno nuovo “sfiga” nuova!!!

-5 -4 -3 -2 -1…. evviva, siamo nel 2012!!!! Finalmente ci buttiamo alle spalle l’anno passato.
Ma finalmente perché? Perché diciamo sempre “viva il nuovo anno”? Siamo, per caso, dei veggenti? Prevediamo il futuro con la palla di cristallo? Perché? Cosa ci sarà mai da esultare? Si, è vero, nel 2011 ho preso quattro volte il raffreddore, l’economia familiare ha avuto dei cedimenti, la macchina mi ha abbandonato sul più bello, ma nulla di ciò è paragonabile all’ignoto. Viva, viva l’anno nuovo!!
Bah, io tutta ‘sta felicità non riesco a provarla, ma festeggiamo insieme, non si sa mai! E la regola impone botti rumorosissimi, litri di alcool (che provocano mal di testa e vomito per una settimana) e, dulcis in fundo, mutande rosse (non si può festeggiare senza le mutande rosse, ah no! Non riesci ad entrare nello spirito della festa se non ne indossi un paio nuovo … attenzione: anche “nuovo” è fondamentale). Io le mutande rosse le rifiuto e non le ho messe. Ma forse è proprio per questo? Forse è stato il non aver indossato le mutande rosse che mi ha fatto iniziare l’anno, diciamo, con qualche intoppo? Ecco: svelato l’arcano! Ma allora è stata colpa mia; non esiste nessun oscuro disegno malefico, nessun accanimento soprannaturale …che stupida, sarebbe stato sufficiente mettere un paio di mutande rosse per scongiurare la sfiga!
Mea culpa mea culpa mea maxima culpa…. a causa della mia incuria, dai primi di gennaio, ho avuto un papà ospedalizzato, una congiuntivite (che ancora mi accompagna) e una bronchite! Scusate, ma vado a mettermi le mutande rosse, siamo ai primi di febbraio, forse riesco a rimediare….


P.S. al post….

Si è rotta la lavatrice! Mutande rosse, decisamente!!!


Post…arello

Mi dispiace non essere riuscita a mantenere la promessa … almeno un post al mese e invece? Ne sono passati almeno dieci e non perchè non avessi nulla da dire, ma semplicemente perchè la quotidianità ci fagocita e quando te ne rendi conto arriva un problemino da risolvere.

Quindi, niente più promesse: passerò ogni qualvolta ne avrò la possibilità o ne sentirò la necessità e… chi mi ama mi segua!!

p.s. non lasciatemi sola, ho paura del lupo cattivo 🙂


Piccole soddisfazioni

Sono le 7,30 e la casa è già sveglia da un po’. Io seduta al tavolo con il mio caffè ormai freddo (come sempre) sto organizzando i pensieri della giornata (questo per non dire che sto ancora dormendo). Mio marito mi chiede se ho soldi da dargli ….che domanda alle 7,30 del mattino!! Comunque gli rispondo di no e che, anzi, avrebbe dovuto prelevare anche per me.
Sofia sparisce all’improvviso e io penso che, al solito, si sarà ricordata di dover portare a scuola qualcosa che, sicuramente non troveremo e che ci farà arrivare giusto giusto al suono della campanella, madide di sudore nonostante i tre gradi di temperatura.
Ma dopo un attimo riappare; ha in mano il suo portamonete. Con sguardo fiero lo porge al suo papà e gli dice: prendi pure tutti i soldi che ti servono, non ti preoccupare….
Ecco, questo si che è un bel risveglio: due lacrime mi bagnano gli occhi ed ora sono pronta ad affrontare la giornata!


La carica dei …26

30 dicembre 2010: vacanza sulla neve per festeggiare il nuovo anno! Partenza per Terzolas.

Alle ore 11 arrivano i cugini a casa nostra e alle 11.30 partiamo tutti e 8 (papà e nonno, causa esubero, hanno dovuto prendere il treno per S. Bonifacio – dove sono stati prelevati da mio cognato) …per la montagna -penserete- nossignore, per la prima tappa prevista: autogrill di Affi. Dietro di noi seguiva la macchina dei nostri amici (3 adulti e 2 bambini) che, causa inconveniente casalingo (si erano dimenticati la stufetta accesa in bagno) sono dovuti tornare indietro, con enorme felicità del capofamiglia (già ansioso di natura, figuratevi in questa occasione…). Intorno alle 13.30 abbiamo raggiunto la prima destinazione, dove ci siamo congiunti con il resto della truppa. Immaginatevi la scena: 26 persone coperte fino ai denti (ad Affi fa talmente freddo che il fiato esce a cubetti) che fanno un pic-nic all’aperto, su un tavolo adiacente l’autogrill, con panini frittata, mortadella e prosciutto e un bicchiere di vino per riscaldarsi … il tutto accompagnato da urla di giubilo che fanno girare ogni passante che si accinge ad andare a far pipì. Come inizio non c’è male! Decidiamo di rimetterci in macchina e ci coordiniamo in modo da proseguire il viaggio tutti insieme: in cinque minuti ho perso la macchina di mio cognato e quella dei cugini … non avevo dubbi!! Appena uscita dall’autostrada mi si accende la spia della riserva (sono una rincoglionita, non potevo far benzina all’autogrill? Noooo); chiamo mio marito per avvisarlo che mi sarei dovuta fermare e lui, naturalmente, mi dice: “ma non potevi farla all’autogrill?” … no comment! Tappa benzina (mancavano 3 metri alla fine della riserva … la prossima volta mi porto una tanica piena nel bagagliaio) e poi si riparte, siamo di nuovo tutti insieme. Ormai non c’è più modo di perderci di vista, siamo sulla statale che ci porterà a destinazione … almeno così pensavo, ma allo svincolo dove avrei dovuto girare, 100 metri prima dell’arrivo, il sole si abbatte prepotentemente sul mio parabrezza e solo una frazione di secondo dopo mi accorgo che le altre macchine hanno svoltato a destra, anche quelle che erano dietro di me, mentre io ho tirato diritto arghhhhhhhh …il cellulare squilla: “ma dove sei andata?” “a raccoglier le mele, visto che siamo in Trentino” ma sarebbe stata una risposta scortese e quindi, semplicemente, dico: “dove cazzo vuoi che sia andata??? Ho sbagliato strada, no?”. Faccio un’inversione a degna di un ritiro di patente immediato, mi riporto allo svincolo mancato e, diligentemente, metto le quattro frecce in attesa che qualcuno torni a prenderci. Si accosta una macchina dei Carabinieri (forse l’unica di tutta la vallata) e, scusandomi per essermi fermata in prossimità dello svincolo, sfodero un sorriso a 48 denti e chiedo loro indicazioni. Mancavano solo 100 metri … arrivati! Ci accoglie una scritta “pace e bene” (l’abergo che ci ospita è la ristrutturazione di un vecchio convento dei frati cappuccini) … pace e bene … tanto bene, ma siamo in 26, tra adulti (urlanti) e bambini (scalpitanti) … la pace la riavrete dopo la nostra partenza!